Classificazione dei rifiuti: i codici EER spiegati semplicemente
Ogni rifiuto va classificato con il codice EER (Elenco Europeo dei Rifiuti) corretto. La classificazione determina la gestione, la documentazione e le sanzioni in caso di errore. Ecco come funziona e quali errori evitare.
Cos'è il codice EER
Il codice EER è composto da sei cifre e identifica il tipo di rifiuto (es. 17 01 01 per il calcestruzzo). I codici sono raggruppati in capitoli che indicano il settore di provenienza o l'attività.
Come si classifica un rifiuto
La classificazione parte dall'identificazione del rifiuto e della sua provenienza, prosegue con l'attribuzione del codice e si completa con la verifica delle caratteristiche di pericolo (HP).
- Individuazione della provenienza e del processo che genera il rifiuto
- Attribuzione del codice EER corretto
- Verifica delle caratteristiche di pericolo
- Analisi e caratterizzazione quando necessarie
Errori frequenti
Gli errori più comuni sono l'uso di codici generici senza verifica, la mancata distinzione tra pericolosi e non pericolosi e la mancata caratterizzazione quando richiesta. Un codice errato può comportare rifiuti respinti e sanzioni.

Dott. S. Novara
Fondatore · Biologo · Responsabile Tecnico gestione rifiuti
Biologo iscritto all'Ordine dei Biologi di Roma, Responsabile Tecnico gestione rifiuti ed esperto ADR e RID. Fondatore di Studio Novara, opera nel waste management dal 1989.
Domande frequenti
Il produttore del rifiuto è responsabile della corretta classificazione e attribuzione del codice EER.
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